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Chi comanda 09/06

Ho domandato ad una bambina:"Chi comanda in casa?" Sta zitta e mi guarda. "Su, chi comanda da voi: il babbo o la mamma?"
La bambina mi guarda e non risponde.
"Dunque me lo dici? Dimmi chi é il padrone." Di nuovo mi guarda, perplessa. "Non sai cosa vuol dire comandare?" Sì che lo sa ."Non sai cosa vuol dire padrone?" Sì che lo sa.
"E allora?" Mi guarda e tace. Mi debbo arrabbiare? O forse é muta, la poverina. Ora poi scappa addirittura,di corsa fino in cima al prato.
E da lassù si volta a mostrarmi la lingua e mi grida,ridendo: "Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!".

Chi comandaUna semplice favola di un grande scrittore di libri per l'infanzia, Gianni Rodari. Ma cosa può dirci uno che inventa storielle per i bimbi?

Ci racconta una scena, ma ancor di più un atteggiamento, un modo di leggere le relazioni. C'è un adulto e una bambina. L'adulto chiede, prima premuroso, poi insistente e quasi seccato incalza; la bambina ascolta, zitta, dapprima sembra non capire - ma capisce, eccome! - poi mostra la lingua e ride, gridando una risposta forse per lei fin troppo ovvia.

"Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!".

Così semplice, così complicato.

E per noi, chi comanda?

Il parroco! L'educatore! Il presidente! La catechista! I genitori! I ragazzi! La suocera! La nuora! L'autorità! I politici! La tv! La società!

"Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!".

Mi sembre di sentire Paolo nella lettera ai romani, cap.12


"Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.

La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità.

Carità verso tutti, anche verso i nemici.

Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.

Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. [...] Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere. [...]Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. " (Romani 12,4-21)

"Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!".

e anche Luca,


"Frattanto sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: «Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande»." (cap.9, 46-48)

"Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!".

Solo una storiella, molto più di una storiella.



Di Sara Spissu per Giovaninsede.it

Giovani della Parrocchia Sant'Elena